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Taralli glassati di Avigliano

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Taralli glassati di Avigliano

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I taralli glassati di Avigliano sono un dolce tipico della gastronomia lucana conosciuti anche come i biscotti della sposa. In passato venivano realizzati nelle grandi occasioni come ad esempio per i matrimoni e venivano regalati agli invitati al posto dell’attuale bomboniera. La ricetta era segreta e custodita gelosamente da signore che realizzavano solo biscotti per queste occorrenze speciali.

In passato svelare la ricetta e i segreti della lavorazione del tarallo poteva avere un significato, ma oggi perché nessuno vuole svelarla?

Trovare la ricetta è stato difficile, e realizzarli è stato altrettanto faticoso, ma se come me vi piacciono le sfide allora provatelo. Mi raccomando solo di una cosa, dovete essere pazienti e rispettare tutti i tempi che vi indicherò.

La ricetta che vi racconto oggi mi è stata data gentilmente dalla signora Anna Masi che l’ha ricevuta a sua volta da una sua amica di Avigliano Anna Grazia. Io ho realizzato questa ricetta seguendo anche un po’ i consigli che potete ascoltare nel video che ho inserito.

La signora del video dice che per fare il biscotto ci vogliono tre giorni, uno per impastarlo e bollirlo, 24 ore per farlo asciugare, dopo la cottura un altro giorno per farlo raffreddare completamente prima di glassarlo.

Di ricette ne ho provate tante e questa finora è l’unica che sì avvicina molto al risultato. Sicuramente per ottenere il risultato perfetto dovrò esercitarmi ancora un po’. Ma per ora sono soddisfatta.

Sicuramente uno degli aspetti più problematici che rende difficile questa ricetta è proprio la lavorazione. Aggiornerò questo articolo man mano che diventerò più esperta, perché vorrei che i prodotti d’eccellenza della mia regione vengano conosciuti, riprodotti e non dimenticati.

Quale farina usare?

Questa è una gran bella domanda. Alcune ricette parlano di farina di grano duro altre parlano di farina in modo generico. Ne ho parlato anche con mia madre, secondo lei va usata la maiolca.  Cos’è la maiolca? E’ una farina bianca, impalpabile adatta per fare i dolci ottenuta da grano tenero. Di maiorca ne parla anche la signora del video quindi per questi taralli ho utilizzato una farina 00.

Io ho fatto una dose ridotta rispetto a quella di sotto indicata, ho utilizzato solo 2 uova e sono venuti due taralli.

Taralli glassati di Avigliano

  • 800 g di farina
  • 10 uova
  • 50 g di olio d semi
  • 50 g di anice
  • 20 g di alcool puro a 30°
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci
  • Glassa reale per coprire i taralli

Ingredienti per la glassa

  • 1 kg di zucchero
  • 300 g di acqua

 

Come realizzare i taralli glassati di Avigliano

Setacciare la farina su una spianatoia, aggiungere tutti gli altri ingredienti formando una massa ben omogenea. A me non è venuto un impasto compatto ma morbido e per poterlo lavorare con le mani sulla spianatoia, mi sono unta  leggermente le mani con olio e ho lavorato a lungo l’impasto finché è diventato setoso e sono comparse in superficie, in alcuni punti, delle piccole bolle.

Formare dei cilindri lunghi circa 15 centimetri e larghi 2 e bollirli uno ad uno. Appena i taralli salgono a galla scolarli e metterli ad asciugare su un canovaccio pulito girandoli per farli asciugare da entrambi i lati. I taralli devono asciugarsi rigorosamente almeno 12 ore, potete prolungare anche a 24 ore come viene detto nel video. Se saltate questo passaggio rovinerete inutilmente il vostro lavoro.

Trascorso il tempo metterli in forno. Io li ho tagliati, ma la ricetta di Anna Grazia non lo prevedeva.

taralli bolliti

Accendere il forno, funzione statico a 250° C, appena il forno raggiunge la temperatura indicata infornare i taralli abbassando a 190°//200° per circa 30 minuti e a 180° per altri 15 minuti. Io ho avuto i migliori risultati mettendo i taralli sul ripiano più basso. Assicurarsi che i taralli siano ben cotti prima di toglierli dal forno.

Glassare i taralli anche il giorno dopo, quando saranno completamente raffreddati.

Come realizzare la glassa per i taralli glassati

Mettere in una pentola l’acqua e lo zucchero far cuocere a fuoco moderato. Al bollore abbassare la fiamma al minimo e far cuocere per 15 minuti. Versare lo zucchero su una superficie di marmo e con due spatole sbatterlo fino a renderlo bianco latte e consistente.

Per la glassa io ho usato una glassa  all’acqua per me più semplice da realizzare non avendo la lastra di marmo.

Articolo e Foto: Copyright © 2018 Quella lucina nella cucina. Tutti i diritti riservati.Seguimi sulla mia pagina facebook Quella lucina nella cucina. Mi trovi anche su TwitterPinterest,  Google+ e Instagram

Ascoltate questa interessante intervista!

 

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Taralli glassati di Avigliano
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1 Comments

  1. Elena Prugnoli 17 Dicembre 2018

    dolce molto simile alle ciambelline che si preparano a MArta (VT) Lazio il giorno della festa paesana del 14 MAggio.. Dolce molto difficile ma buonissimo

    Rispondi

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