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EatPrato tra cibo e arte: le pesche di Prato

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EatPrato tra cibo e arte: le pesche di Prato

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Bellissima Prato, la scopro solo per caso incuriosita dalla manifestazione eatPRATO che c’è stata la scorsa settimana. Manifestazione che ha ottenuto il patrocinio del Mibact, entrando a far parte, così, delle iniziative dell’Anno del cibo italiano.

Avete mai sentito parlare di eatPRATO ?  Questo anno è stata la sua terza edizione, è un festival collegato al cibo, al gusto del buono, ai prodotti del territorio di questa splendida provincia toscana.

Per tre giorni Prato e i suoi borghi circostanti si è aperta ai suoi visitatori trasformandosi in un “grande salotto” in cui cibo ed arte si raccontano. Ed è stato proprio questo il tema della manifestazione: il cibo con l’arte.

Interessante è stato vedere come eatPrato abbia saputo coinvolgere tutti grandi e piccini aprendosi al mondo del Cibo attraverso i musei più importanti della città e del territorio, tramite degustazioni e visite guidate.

Museo del Tessuto

Ho avuto la fortuna di assistere presso il Museo del Tessuto al laboratorio per i bambini: Food art – il cibo come capolavoro. Bambini dai 4 ai 10 anni sono stati coinvolti nella creazione di bellissime composizioni utilizzando solo frutta e verdura. Un modo divertente per avvicinare i bambini sia al consumo di questi prodotti ma anche al concetto di arte attraverso la composizione di materiali edibili.

earprato

Dopo il laboratorio ho fatto un giro nel Museo, straordinaria la collezione dei vestiti  dedicata ai costumi del film Marie Antoinette di Sophia Coppola. Una sola parola: meravigliosi.

eatprato

Palazzo Pretorio

Ho raggiunto il Palazzo Pretorio per un percorso guidato tra le opere d’arte alla scoperta della storia e della simbologia del pane culminato in una degustazione di pani GranPrato con cereali locali sulla terrazza panoramica del palazzo.

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Giardino Buonamici

Una piacevole passeggiata ed eccomi al Giardino Buonamici, un grande giardino nel cuore della città,  trasformato nel luogo ideale dove in un’atmosfera magica si sono potuti degustare ed apprezzare i vini dei produttori del Carmignano.

eatprato

La mia serata è culminata con uno show cooking del famoso pasticcere Paolo Sacchetti che ci ha rivelato la sua ricetta della pesca pratese. Non solo ci ha svelato la ricetta, ma ci ha fatto anche assaggiare questo “godurioso” dolce.

EatPrato tra cibo e arte: le pesche di Prato

eatprato

Due semismere di pan brioche bagnate nell’alchermes, unite tra loro con crema pasticcera e guarnite con zucchero.

eat prato (foto presa dal sito eatprato.it )

Non vi propongo una foto mia del dolce finale poiché non sono ancora riuscita a realizzarlo.  Vi scrivo, comunque, la ricetta così come il Maestro pasticcere Paolo Sacchetti ce l’ha sapientemente raccontata svelandoci gli ingredienti della crema, la lavorazione della pasta brioches e il segreto per realizzare il giusto equilibrio tra consistenza e sapore per raggiungere l’armonia del dolce.  Come dice lui  è importantissimo seguire questa regola: ogni semisfere deve pesare 12 g,  deve essere bagnata con 12 g di sciroppo all’alchermes e contenere 12 g di crema pasticcera. Ed ora non ci resta che provarle seguendo i suoi consigli.

Ricetta della pesca di Prato

Ingredienti

  • 550 g di farina 0
  • 120 g di zucchero
  • 70 g di burro
  • 250 g di uova intere
  • 20 g di lievito di birra
  • 20 g di miele di acacia
  • 10 g di arancia candita
  • 1/2 stecca di vaniglia
  • 40 g di acqua
  • 1 presa di sale

Per la crema pasticcera

  • 375 g di latte
  • 75 g di panna fresca
  • 140 g di zucchero
  • 40 g di farina
  • 120 g tuorli
  • 1 baccello di vaniglia
  • scorza di limone edibile

Per la bagna

  • 100 g di zucchero
  • 100 g di acqua
  • alchermes

Per decorare

  • zucchero semolato
  • scorzette di arancio candite

Procedimento

Preparare un preimpato con metà della farina, 40 g di zucchero e il lievito di birra sciolto nell’acqua tiepida. Aggiungere 2 uova e impastare per ottenere un composto ben incordato. Aggiungere 25 g di burro a temperatura ambiente ed impastare nuovamente. Lasciare il tutto in luogo tiepido finché triplichi di volume.

Lievitato il preimpasto procedere con l’aggiunta dei rimanenti ingredienti, l’arancia candita va sminuzzata finemente. Bisogna ottenere un impasto liscio ed elastico. Farlo lievitare e formare un filoncino, tagliarlo in tanti pezzetti e formare delle palline, schiacciarle leggermente e farle triplicare di volume. Farle cuocere in forno a 210° per 6 minuti circa, finché risulteranno dorate.

Preparare la crema pasticcera

Portare a bollore il latte e la panna con metà zucchero e aromi.

In un’altra casseruola mettere la farina e lo zucchero restante. Aggiungere un po’ di latte e mischiare per creare una crema densa senza grumi. Aggiungere i tuorli e mescolare bene. Versare il latte bollente e mettere la casseruola sul fuoco, appena il tutto arriva a bollore togliere la crema dal gas e farla raffreddare rapidamente.

Conservare in frigo.

Preparare la bagna

In una casseruola mettere lo zucchero e l’acqua e portare ad ebollizione. Spegnere il gas quando lo sciroppo ritorna ad essere trasparente, spegnere il gas e far raffreddare il tutto, solo ora aggiungere l’alchermes.

Comporre le pesche

Forare con la punta di un coltello le semisfere di pan brioches dalla parte piatta; immergerle nello sciroppo di alchermes riscaldato a 30°; mettere con una sache a poche la crema pasticcera 6 g nel foro fatto precedentemente e altri 6 g sopra; unire le semisfere per dare al dolce la classica forma di pesca, rotolarla nello zucchero semolato ed aggiungere il gambo realizzato con una striscina di arancio candito.  Ed ecco pronti 72 g di  goduria pura!

*Gli ingredienti per la bagna e il pan brioche li ho recuperati in rete cercando la ricetta del Maestro e confrontando fra più siti.

 

Bella Prato, vi invito a visitarla. Ha un centro storico molto grazioso percorribile a piedi, circondato da mura trecentesche che racchiudono gioielli d’arte ed architettura  ma anche sapori tutti da provare.

EatPrato per me è stata l’occasione per scoprire una città che conoscevo poco pur vivendoci a pochi chilometri. Sono stata tante volte a Prato ma sempre di passaggio per lavoro, quindi non conoscevo il suo centro storico e tutte le possibilità che il suo territorio offre.

 

 

 

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